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di
Cera una volta, un orsetto Koala, che abitava sopra un albero di eucalipto, si
chiamava Rosmarino e viveva felice con la sua mamma e il suo papà, sgranocchiando
allegramente le tenere foglioline dellamico albero.
Un giorno Rosmarino pensò che si era stancato di mangiare sempre lo stesso tipo di foglie
sul medesimo albero, e volle andarsene per cercare qualcosa di più buono in un posto più
bello.
Quando li salutò, il papà e la mamma erano molto tristi, non capivano perchè il loro
adorato cucciolo stesse partendo. Secondo loro non esisteva nulla di più buono delle
foglie di eucalipto, ma soprattutto nulla di più bello del loro albero. Rosmarino era
testardo e partì felice, promettendo loro che sarebbe tornato, prima o poi.
Se ne andò a spasso per un po nella foresta a testa alta, fiero di quello che
stava facendo, ma quando il sole fu sul punto di tramontare s' impaurì, perchè non aveva
ancora trovato un riparo per la notte.
Cammina cammina, si rese conto che non sapeva nemmeno dove si trovasse, e che non sarebbe
riuscito a tornare dai suoi adorati genitori.
Cominciò a piangere, i suoi occhi diventarono rossi e gonfi tanto che quasi non ci vedeva
più, allora, mentre se li strofinava con le zampette, guardando in alto, vide un grande
albero di mele, con i frutti rossi e maturi che pendevano dai solidi rami.
Immediatamente salì sullalbero, e lì si sentì comodo e al sicuro come mai si era
sentito in vita sua.
Era così stanco che subito si addormentò.
Il giorno dopo, quando si svegliò, la prima cosa che vide fu una grossa mela, rossa e
profumata davanti a sè, allungò la zampetta e la raccolse. Aveva molta fame, perciò
diede subito un morso al frutto succoso, e pensò che non aveva mai mangiato niente di
più dolce e delizioso.
Quando finì di mangiare la terza mela, si sentì sazio e si sistemò comodamente sdraiato
sopra due grossi rami intrecciati fra loro, preparandosi per dormire ancora un po,
ma un rumore lo disturbò, era un fruscìo molto fastidioso.
Un esercito di formiche stava avanzando verso lalbero, i piccoli animaletti neri
formavano una lunga striscia scura che lentamente si avvicinava, Rosmarino cominciò ad
avere paura perchè erano moltissime. La formica che guidava tutte le altre era la più
grossa, aveva una corona in testa e gridava continuamente imponendo ordini a tutte le
altre.
Quando questa si trovò proprio sotto lorsetto gridò: "ALT!" e tutte le
altre ubbidienti si fermarono immediatamente, poi disse: "Orsetto, buttaci le mele,
così possiamo mangiarle senza doverci arrampicare sullalbero".
Rosmarino rispose: "Va bene, ve ne lancio qualcuna".
La Regina delle formiche urlò: "Noi vogliamo tutte le mele, hai capito?".
Il Koala rispose: "Se ve le butto giù tutte, io cosa mangio?.
"Se non le fai cadere tutte - annunciò la Regina - noi scuoteremo lalbero,
così oltre alle mele faremo cadere anche te".
Rosmarino non voleva cedere e si attaccò con una zampa ad un ramo, mentre con
laltra riuscì a raccogliere tre mele e a tenerle strette a sè; intanto la Regina
delle formiche ordinò al suo esercito di scuotere lalbero per far cadere le mele.
L orsetto riuscì a non cadere per miracolo, mentre con tristezza guardava tutte le
mele che, cadute a terra, stavano per essere divorate.
Pochi istanti dopo, sullerba erano rimasti solamente i torsoli, ma la Regina non era
ancora contenta e gli gridò: "Lancia anche le tre mele che hai in mano!".
"No, sono mie" rispose lui.
La formica si arrabbiò moltissimo minacciandolo: "Se non ce le dai, veniamo noi a
prenderle e poi vedrai cosa ti faremo!".
Rosmarino prese la più piccola delle tre mele e la tirò vicino alla Regina, colpendole
una zampina.
"Volevi la mela? - urlò lui - eccoti accontentata".
La formica si rotolò a terra, lamentandosi per il dolore e tutte le soldatesse corsero
verso di lei per aiutarla, arrivò anche un dottore-formica che, dopo averla visitata,
suggerì di portarla subito allospedale per poterla curare meglio. La Regina delle
Formiche venne delicatamente adagiata sopra una barella, e tutto lesercito partì al
suo seguito.
Rosmarino, comodamente seduto sul ramo del melo, si pentì di aver fatto male alla
Regina, anche se era molto cattiva, e seguì il corteo di formiche con lo sguardo, fino a
quando non si videro più.
Si accorse anche che lalbero era rimasto senza mele, invece lui ne aveva ancora due.
"Come sarebbe stato bello poterle regalare alla mamma e al papà", pensò,
"chissà come saranno preoccupati per me in questo momento". Decise di scendere
dallalbero e correre dai suoi genitori, aveva nostalgia delle loro coccole, ma non
si ricordava la strada del ritorno.
Passò di lì una rana che, guardando con interesse le sue mele, chiese : "Ciao bel
Koala, rruakk rruakk, dove stai andando?".
Rosmarino rispose tristemente : "Vorrei tornare dai miei genitori, ma non ricordo la
strada per arrivarci, so solamente che il grande eucalipto dove noi abitiamo si trova
vicino allo Stagno Millenario".
"Io so dovè lo Stagno Millenario - gracidò la ranocchia - sto andando proprio
in quella direzione, e se mi regali le tue mele ti accompagno io".
Rosmarino si arrabbiò: "No, non te le posso dare, le voglio portare ai miei
genitori".
"Come fai ad andare dai tuoi genitori a portargli le mele?" chiese la rana,
"Se non sai nemmeno dove si trovano?" e se ne andò, lasciando Rosmarino triste
e solo con i suoi pensieri.
Improvvisamente egli capì che la soluzione era semplice, poteva seguire la rana senza
farsi vedere da lei. Allora si mise a correre per raggiungerla ma, quando la vide, si
accorse che era arrivata troppo lontano, infatti poco dopo era sparita.
Rosmarino continuò a camminare pensando che quella fosse la direzione giusta, ma, dopo
un po di tempo, gli venne male ai piedi, allora si fermò per massaggiarseli e,
preso dallo sconforto, cominciò a piangere.
Arrivò una lucertola che gli chiese: "Ciao orsetto, perchè sei così triste?".
"Ciao Lucertolina", la salutò Rosmarino "Piango perchè mi sono
perso".
"O povero tesoro" lo consolò lei, "Dimmi, dove devi andare?".
"Vorrei tornare al mio albero, che si trova vicino allo Stagno Millenario - rispose -
per favore, conosci la strada che conduce lì?".
"Certamente - rispose lei - devi proseguire alla tua destra sempre dritto e dopo
mezzora sarai arrivato".
"Grazie!" eclamò Rosmarino, "Mi piacerebbe poter ricambiare la tua
gentilezza, cosa posso fare per te?".
"Ho sempre desiderato assaggiare una mela ma non ho mai potuto farlo, me ne potresti
dare almeno un pezzettino?" domandò la lucertolina.
Rosmarino non se lo fece ripetere, staccò un pezzetto di una delle due mele e lo diede
alla sua nuova amica, poi la salutò e promise che sarebbe tornato a trovarla.
Si diresse verso il suo bellalbero, pensando che alla mamma avrebbe dato la mela
intera, e al papà avrebbe dato la mela rotta; ciò che importava era di poterli
riabbracciare. Seguendo le indicazioni della lucertolina, in poco tempo, arrivò al suo
albero.
Il papà e la mamma stavano dormendo, così pensò di non svegliarli e di fare un riposino
anche lui.
Quando la mamma si svegliò e lo vide, non credeva ai suoi occhi e, piangendo per la
felicità, lo riabbracciò. Il rumore svegliò il papà che, per lemozione, quasi
cadde dallalbero. Rimasero così appiccicati per unora, poi Rosmarino diede le
mele ai suoi genitori che le sgranocchiarono beatamente, mentre ascoltavano sereni il
racconto delle sue avventure.